mercoledì 29 giugno 2011

La tecnica perfetta.

L'attività di trading consiste essenzialmente nell'assumere decisioni in condizioni di incertezza.
Ogni volta che si apre la propria piattaforma di trading si è chiamati a prendere decisioni, momento dopo momento; mentre osserviamo il muoversi del prezzo, ad ogni istante, qualcosa può farci decidere di aprire un trade o di restare fuori dal mercato. Agendo, o anche decidendo di non agire, compiamo continuamente delle scelte.
Optare per un particolare orizzonte temporale, selezionare gli indicatori, stabilire i settaggi, aspettare, fissare l'entità del lotto, aprire un trade, piazzare lo stoploss, stabilire un obiettivo, spostare il take profit, chiudere il trade; sono tutte decisioni da assumere continuamente e con la necessaria rapidità. E' un impegno davvero notevole. Assumere decisioni nel trading è estremamente complicato, perché, come ben sappiamo, lo scenario nel quale il trader deve agire e “decidere” è in continua ed imprevedibile evoluzione. A momenti il prezzo mostra di voler repentinamente salire, un minuto dopo inizia a scendere drammaticamente. E' come se volessimo infilzare con la forchetta un boccone che si sposta continuamente nel piatto, e magari il piatto si muove anch'esso, a scatti, sul tavolo. Roba da rovinare l'appetito.
Così, decidere in un contesto di incertezza rappresenta per la psicologia del trader una sfida davvero ardua. Anche perché, normalmente nel Forex si fa trading in leva, ed il trader è costretto a “decidere” sapendo che una qualsiasi decisione sbagliata può costare cara. Ed il costo del sempre possibile errore moltiplica la difficoltà e l'insicurezza del processo decisionale (vedi: 7 Errori tipici).

L'uomo, per sua natura, ha un inconscio bisogno di sicurezza; il trader, invece, si trova a vivere costantemente e con estremo disagio in questa condizione di precarietà psicologica connessa alla paura di sbagliare; e spesso senza nemmeno averne piena consapevolezza.
Il trader è parzialmente cosciente dell'incertezza e razionalmente la teme, ma non sa che il suo disagio è amplificato dal contrasto con il suo stesso inconscio bisogno di sicurezza; questo conflitto interiore, di cui non è pienamente consapevole, genera in lui una particolare inquietudine che lo spinge a ricercare continuamente qualcosa in grado di allentargli la tensione.

Da ciò nasce l'impulso psicologico che induce la maggior parte dei trader ad adoperarsi per tentare nuove soluzioni, formule, settaggi, chiavi magiche in grado di soddisfare l'intimo desiderio di prevedere scientificamente il mercato e di non sbagliare mai. I più tenaci implementano continuamente nuove tecniche, sperimentano, testano, procedono con alterne fortune, in una infinita ricerca del Sacro Graal.
Altri, si arrendono alla fatica di farcela da soli, ma non rinunciano alla speranza che qualcun altro, dotato di un sapere maggiore o diverso, possa aver trovato la chiave del trading “sicuro”.


La ricerca di sicurezza è il bisogno inconscio “naturale” che fa la fortuna dei venditori di fumo. Cosi qualcuno prova ad acquistare trading system “infallibili”, expert advisor “all profit”, corsi di trading “avanzati”, servizi di “fornitura segnali”, esotiche invenzioni di trading eterodiretto come zulutrade ed affini. Tutte formule accomunate dalla caratteristica tipica delle bufale: la promessa di risultati facili e spettacolari, soluzioni inconsistenti che sono cosa ben diversa dalle soluzioni efficaci, che, nel mondo reale, sono assai più complesse e sofisticate.

Qualunque sia la strada che sceglie di percorrere, cercando la sicurezza, il trader rischia di passare la vita nella ricerca inutile della tecnica “perfetta”, ovvero l'isola che non c'è.
Proprio questa continua ricerca è, in effetti, un “sintomo” della debolezza del trader e rivela la sua incapacità inconscia di arrendersi all'evidenza dell'imprevedibilità connaturata ai mercati. La sua difficoltà ad assumere decisioni in condizioni di incertezza, difficoltà che nasconde il suo intimo rifiuto di assumere responsabilmente il rischio connaturato a questa particolare attività, è la prova inequivocabile di un approccio sbagliato, di una insufficiente esperienza e dell'inadeguatezza culturale del trader.

Un notevole passo avanti si compie proprio nel momento in cui ci si rende conto del fatto che sistemi ad elevata complessità come i mercati finanziari non sono riducibili a facili formulette in grado di rendere, come non di rado sognano i più ingenui, il 20% al mese e ci si rassegna, invece, a prendere atto, ad accettare e ad arrendersi alla verità vera dei mercati che sono caratterizzati da fluidità, volatilità, casualità ed imprevedibilità.
Paradossalmente proprio questa rassegnazione è in grado di trasformare il destino di un trader, fornendogli le basi per razionalizzare compiutamente il suo approccio al trading. E' il tipo di consapevolezza necessaria per acquisire lo stato mentale sicuro e, al tempo stesso, prudente che abbiamo suggerito nel post sulla Posizione Zen. Questa presa di coscienza, a mio avviso, costituisce l'abilità di base richiesta per diventare un trader vincente.
                                            "Le tecniche perfette non esistono in nessun business.                                                                                Le condizioni cambiano sempre  e  le tecniche devono essere adattate" Shigeru Nakamura



      

martedì 21 giugno 2011

La Posizione Zen

Uno degli argomenti molto dibattuti sul trading è il tema della disciplina del trader. Da più parti si sostiene la necessità per il trader di avere un proprio piano, o sistema di regole operative, da applicare rigorosamente. Molti, però, confondono il tema delle regole, intendendolo riduttivamente come problema di procedura da seguire per aprire e gestire i propri trade. Si genera così l'equivoco che gli elementi fondanti della disciplina devono essere ricercati nel modo di considerare i grafici, l'attenzione alle news, gli indicatori tecnici e i loro segnali da rispettare. In base ad un simile malinteso molti trader si sforzano di definire i loro rigidi protocolli, le procedure da seguire per l'apertura e la gestione ottimale dei trade (vedi: La tecnica perfetta). Ma sono completamente fuori strada. In effetti la disciplina necessaria al trader è di tipo del tutto diverso. Parliamo di disciplina psicologica.
Per operare con profitto il trader deve conquistare un particolare stato mentale, la condizione psicologica ideale, lo “stato di grazia” che, di per sé, gli può conferire un duraturo vantaggio. E' uno stato che possiamo chiamare di Posizione Zen.
Ma cosa deve fare il trader per raggiungere questa condizione ed operare sempre con questo tipo di atteggiamento mentale?
Innanzitutto, a mio giudizio, deve sgombrare la mente dalle pericolose illusioni di facile arricchimento, che sono quasi sempre all'origine di un approccio spericolato e superficiale al trading. La speranza ingenua di poter battere costantemente e di larga misura il mercato, di poter bruciare le tappe e raggiungere in breve tempo grandi risultati induce gli aspiranti trader ad operare troppo frequentemente per non perdere nessuna “opportunità”. Ma questa ansia di far risultato, che spesso si accompagna ad impreparazione ed inesperienza può solo generare perdite di capitale e di autostima.

Un primo passo verso la Posizione Zen si può compiere con la decisione di darsi obiettivi modesti e realistici, come ad esempio quello di generare con la propria operatività di trading un profitto ragionevole e limitato, ad esempio l'1% mensile, che, come si dovrebbe sapere, rappresenta già un gran bel risultato. Solo quando tale risultato è raggiunto, si può provare ad alzare l'asticella e puntare a rendimenti maggiori.
Ma per trovare il proprio “stato di grazia” il trader, prima di operare con “soldi veri” deve anche fare un serio “bilancio delle proprie competenze” e, se necessario, colmare le lacune delle conoscenze di cui necessita per diventare un trader esperto.
Attraverso lo studio e l'esperienza il bravo trader comprende una fondamentale verità: il mercato è imprevedibile, ma è comprensibile. In ogni momento può succedere di tutto, ma normalmente l'andamento medio del prezzo ci dice chiaramente qual'è la tendenza prevalente del mercato (vedi: Per stare sempre dalla parte giusta - 2). Egli deve imparare ad essere operativo solo se, e solo quando, ha idee ben chiare su ciò che sta avvenendo sul mercato, per poter aprire e gestire i suoi trade con un adeguato grado di sicurezza.

Il trader accorto ha poi bisogno di operare in una situazione personale di calma e tranquillità per evitare che ansia ed emozioni lo spingano in una condizione di confusione psicologica foriera di pericolosi errori. Per conquistare questa condizione ideale di distacco e freddezza è fondamentale che il rischio assunto con ogni singolo trade sia SEMPRE estremamente contenuto, in modo che, anche nell'eventualità che un trade si riveli sbagliato o sfortunato, la perdita sia limitata e tale da non poter MAI determinare un risultato negativo sull'andamento di lungo termine del proprio conto.

Per operare con il necessario distacco , come tutti i bravi trader già sanno, si raccomanda di rispettare la regola del 2%. Che vuol dire semplicemente di non impegnare mai più del 2% del proprio capitale di trading (vedi: 7 Regole quasi d'oro).
Non serve ripetere tutti gli ottimi e sottili argomenti che spiegano perché questa sia un regola fondamentale per un buon piano di trading. E' una regola saggia, da rispettare sempre. Per applicarla in pratica bisogna dimensionare il rischio di ogni singolo trade, calcolando che la perdita massima non deve in nessun caso superare il 2% di quanto c'è sul conto. Quindi, accendendo il computer, prima di cominciare ad osservare i grafici, si guarda l'importo disponibile sul proprio conto, si divide per 100 e si moltiplica per 2. Questa semplice operazione, fatta agli inizi di ogni seduta di trading, significa che, male che vada, il proprio conto subirà un piccolo graffio, ma MAI una ferita mortale. Questa consapevolezza ha l'effetto di un benefico tranquillante, una dolce camomilla in grado di eliminare lo stress dal trading.

Un ultimo consiglio è quello di adottare la mia regola del 60/40. Vediamo cos'è e a che serve. Abbiamo appena detto che il trader deve operare con un certo grado di sicurezza e solo quando gli risulta chiaro che cosa sta facendo il mercato. Ma, attenzione, capita spesso che anche una sicurezza eccessiva può trascinare in errore e causare perdite. A volte il fatto di aver conseguito a lungo buoni risultati e aver realizzato ampi profitti può indurre a sentirsi troppo sicuri delle proprie capacità, e può degenerare in presunzione. Si rischia così di dimenticare che, come abbiamo già spiegato, nei mercati domina il Caso (vedi: Complessità e caos)
 Per evitare gli eccessi di “confidenza” con il mercato e per operare con sufficiente distacco, il trader deve liberarsi dell'aspettativa associata ad uno specifico risultato. L'atteggiamento mentale migliore si può ottenere evitando di legarsi al modo in cui si prevede che vada ogni singolo trade. La regola del 60/40 serve a sottrarsi a questo eccesso di confidenza e a non dimenticare mai che il mercato è comprensibile ma anche imprevedibile. E' un regola estremamente semplice: ogni qualvolta si apre un trade, pur avendo la giusta fiducia nella propria ipotesi, bisogna prefigurare sempre che il mercato potrà evolvere verso 2 scenari alternativi, uno favorevole ed uno contrario; 60 e 40 sono le percentuali fisse da assegnare ai due scenari per essere sicuri al 100% di non cadere, senza rendersene conto, nell'errore di presunzione di saper prevedere il futuro (vedi: Il futuro è nelle mani di Giove). Ricordare questa regola quando si apre un trade significa che si è sempre preparati a 2 risultati diversi e che l'eventuale esito sfavorevole non potrà MAI farci un gran danno sotto il profilo finanziario e psicologico. Rispettando queste poche regole, il trader potrà operare libero da ansie e tormenti, nella condizione ideale per diventare un trader vincente.

“L’arte di vincere consiste nel calcolare prima tutte le possibilità
e stimare esattamente, quasi matematicamente, l’incidenza del Caso.”
                                  Napoleone Bonaparte

lunedì 20 giugno 2011

Se salta la Grecia...

Scusate la digressione. Ma succedono cose che è necessario conoscere e sulle quali bisogna necessariamente riflettere.

Dopo l'agenzia Standard & Poor's anche Moody's il 17/06/11 ha dichiarato che potrebbe tagliare il rating ai titoli di Stato dell'Italia. Moody's ha annunciato in una nota di aver posto il giudizio di «Aa2» assegnato all'Italia sotto revisione in vista di un possibile ribasso. Il rating , come si sa, è il «voto» sulla sostenibilità del debito pubblico. Questa è la motivazione dell'avviso all'Italia: «Le sfide sul fronte della crescita sono dovute a debolezze strutturali dell'Italia e ad una probabile crescita dei tassi di interesse nel prossimo futuro». I rischi sono collegati alla capacità del governo italiano nell'attuazione dei piani di consolidamento dei conti pubblici che sono richiesti per ridurre l'indebitamento italiano e mantenerlo a livelli sostenibili.
Ed ecco le parole pronunciate il giorno dopo, 18/06/11 dal presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker: ''Un’eventuale bancarotta della Grecia potrebbe contagiare Portogallo e Irlanda, come anche paesi con alto debito come il Belgio e l’Italia, prima della Spagna'', sottolineando che il default di Atene avrebbe conseguenze "catastrofiche" per la moneta unica europea. Juncker ha criticato Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, riguardo l'idea di una partecipazione volontaria delle banche al salvataggio della Grecia, sottolineando che ''Si gioca con il fuoco”. Per Juncker la partecipazione dei privati al salvataggio è un grosso pericolo perchè può far sì che le agenzie di rating collochino Atene nella categoria degli 'insolventi', "con conseguenze catastrofiche per la moneta unica''.
Il grafico mostra i nuovi colori dell'Europa. Aumentano i Paesi decisamente in rosso ed anche la verde Germania mostra una tinta sempre più sbiadita di verde tendente al giallo.


Non è un bel vedere e c'è da essere piuttosto allarmati. Ma la cosa non preoccupa più di tanto il noto economista Bossi Umberto, ministro della Repubblica Italiana che, il giorno dopo le entusiasmanti notizie provenienti dall'Eurogruppo e da Moody's, ha perentoriamente ordinato al collega Ministro delle Finanza di abbassare subito le tasse. Ed ecco le parole di Bossi: "Caro Giulio, se vuoi avere ancora i voti della Lega in parlamento nelle tue proposte di legge, non puoi toccare più i comuni, gli artigiani e le piccole imprese, altrimenti rimetti in ginocchio il Nord. Per adesso e per il futuro, lascia stare i comuni, soprattutto quelli virtuosi. Bisogna riscrivere il patto di stabilità". Bossi ha anche ricordato che pure Berlusconi è favorevole ad abbassare le tasse, "dall'altra parte Tremonti sostiene il contrario, che non si può abbassare le tasse perché i mercati, Londra, Wall Street ci distruggerebbero e si potrebbe fare la fine della Grecia. Ma è chiaro che qualcosa per abbassare la pressione fiscale, un po' di soldi si possono trovare".

Visto ciò che dice il capo del partito che tiene in piedi il governo italiano, si può facilmente immaginare cosa penseranno quelli che dovranno prossimamente acquistare i BOT e gli altri Titoli del Tesoro per rifinanziare il debito italiano.

Ripeto: scusate la digressione, torneremo subito a parlare di trading.


              "La follia è a discrezione della maggioranza." 
                                                    Anonimo 


venerdì 17 giugno 2011

Per stare sempre dalla parte giusta. (2)

Oggi completiamo il nostro viaggio attraverso il mondo della complessità dei mercati e giungiamo alla tappa finale, il punto di arrivo per rendere più semplice (non più facile) il nostro trading.

Personalmente, di norma, preferisco usare 3 medie di tipo esponenziale su grafici settimanali e giornalieri su periodi di 50, 20, 10
Vi spiego perché.
Torniamo al nostro nudo grafico daily sull'eurodollaro (vedi: Il Prezzo: l'Indicatore Perfetto) e aggiungiamoci una EMA a 50 periodi.

















Essa mi agevola nella percezione del “vero” andamento del prezzo, smussando le piccole oscillazioni ed evitandomi il piccolo fastidio di tracciare a mano una trendline. Inoltre con la sua essenzialità, mi consente di concentrare la mia attenzione sulla sua inclinazione, dato molto interessante, che descrive visivamente la forza del movimento in atto. Con l'aiuto di questa sola media posso vedere se c'è un trend, la sua direzione, la sua forza, i suoi ritracciamenti e il riprendersi del trend maggiore dopo le sue correzioni.
Tuttavia, non sono abbastanza bravo ed esperto per aprire trade solo osservando un grafico come quello sopra, per cui preferisco aggiungere una seconda EMA a 20 periodi.



Osservate questo grafico con attenzione. Ecco, 2 medie mi danno qualche informazione “visiva” in più; così risulta parecchio più agevole capire che c'è un trend rialzista, che il trend forma delle onde, che l'escursione verso l'alto è più ampia delle correzioni, che ogni volta che la media a 20 è sopra la 50 siamo nelle fasi di rilancio dell'uptrend e tante altre cose che un occhio allenato ed esperto può “vedere” senza eccessivo sforzo. Bene, ma poiché sono estremamente diffidente e consapevole della imprevedibilità del nostro caotico mercato, pur vedendo ormai chiaramente le fasi rialziste, pur sforzandomi di cogliere tutte le informazioni che mi dà questo grafico, non saprei decidermi ad aprire il mio trade. Aggiungo, perciò, una terza EMA a 10 periodi.


Anche quest'ultimo è un grafico abbastanza semplice da osservare, non richiede eccessive elucubrazioni mentali, che potrebbero mandarci fuori strada e, in più, ha l'enorme pregio di parlare da solo a chi lo sa utilizzare.
Esso ci dà nel modo più chiaro e sintetico possibile 3 fondamentali informazioni:
  1. La EMA a 50 giorni (rossa) ci indica che siamo in uptrend,
  2. la EMA a 20 giorni (blu) ci mostra le correzioni e le riprese del trend,
  3. la EMA a 10 giorni (rosa) misura con precisione forza e debolezza del movimento nel breve termine.
Senza nulla togliere a quanto abbiamo finora sostenuto sulla complessità ed imprevedibilità dei mercati finanziari, a mio giudizio, questo è tutto quello che serve per capire con discreta approssimazione ciò che in un dato momento il mercato sta facendo ed aprire i nostri trade con buone probabilità di successo.

Come possiamo utilizzare la sua sintetica rappresentazione?
Ogniqualvolta la media rosa è sopra la blu, che a sua volta è sopra la rossa, siamo in un evidente uptrend . So che devo predispormi a seguirlo, perché so che il trend è un ordinatore e, pur attraverso alti e bassi, picchi e valli, tenderà a continuare (Il trend è un ordinatore).
Ed in queste fasi, ogniqualvolta il prezzo flette dirigendosi verso il basso a lambire la linea blu, mi pongo in attesa che il ritracciamento manifesti il suo esaurimento. Così, quando la linea rosa inverte la sua flessione e riprende il suo orientamento rialzista e, in compagnia della media blu, taglia dal bassso la media rossa, so che quello è il momento di massimo vantaggio per aprire una posizione rialzista (buy), ponendo magari uno stop loss al di sotto della linea rossa. In più, quando questo allineamento delle medie non sarà più visibile, potrò decidere di chiudere il mio buy incassando il profitto realizzato.

Se le 3 medie si muovono in direzioni tendenzialmente convergenti, eviterò di operare; ed infine, se le 3 medie sono allineate al ribasso, poiché ho la ragionevole aspettativa che il trend maggiore è destinato a riprendersi, aspetterò che le 2 più veloci superino dal basso quella più lenta per valutare il momento favorevole per aprire un nuovo trade. Non mi avventuro in alcun tipo di previsione, non cerco di indovinare il futuro e non faccio alcun tipo di scommessa. Mi limito a seguire pedissequamente l'andamento manifesto del mercato con la semplice aspettativa che quel movimento continui, pronto a chiudere il trade se il vento accenna a cambiare.

Grazie alle mie 3 medie posso ragionevolmente ipotizzare di stare sempre dalla parte giusta del mercato.

Quello che ho appena descritto è il mio modo preferito per osservare il mercato e rappresenta esclusivamente una tecnica per “ridurre la complessità”, che spero di essere riuscito ad illustrare compiutamente e che può essere ulteriormente affinata con la pratica. In base alla mia esperienza , mi sembra di poter concludere che le medie incorporano più informazione di qualsiasi altro strumento di analisi e, in un certo senso, più del prezzo stesso.

Quanto ho provato a spiegare in sintesi finora dovrebbe aiutare ad approcciare correttamente l'attività di trading sul Forex. Naturalmente, servono anche altri accorgimenti e piccoli trucchi del mestiere che andremo ad approfondire prossimamente.

                    “Nessun vento è favorevole
                     per il marinaio che non sa dove vuole andare.
                                                     Seneca

Per stare sempre dalla parte giusta. (1)

Nei post 7 Regole (quasi) d'oro e Ridurre la Complessità, abbiamo visto come e perché conviene usare l'analisi fondamentale per decidere la coppia di valute da tradare. Abbiamo anche mostrato come e perché il prezzo, e solo il prezzo, è da ritenere l'indicatore perfetto.  Esaminiamo adesso in che modo l'osservazione dei grafici ci può aiutare a decidere il momento più favorevole per aprire il nostro trade.


Il prezzo, nella sua veste di indicatore, ha per così dire un difetto: si muove troppo. In effetti, come ben si sa, il prezzo di cambio di una coppia di valute oscilla in continuazione, anche quando, pur procedendo attraverso continue oscillazioni, si sta muovendo in tendenza.

Le medie mobili (MA- moving averages) sono probabilmente uno dei primi e più tradizionali strumenti utilizzati per lo studio dell'andamento dei prezzi. Le medie statistiche, nella loro generalità, forniscono al trader un preziosissimo aiuto per osservare la dinamica del prezzo smussandone il “rumore”, ovvero le piccole oscillazioni che spesso complicano la corretta “visione” del movimento.

Non è necessario descrivere qui i diversi tipi di medie mobili e le loro formule, che tutti i bravi trader conoscono e che sono facilmente reperibili in internet. Le MA sono state genericamente criticate, ed anche un pò snobbate, per il fatto che quando vengono utilizzate per il trading esse forniscono dei segnali in ritardo rispetto al movimento del prezzo. Ma il problema del ritardo, come sappiamo, è il difetto comune di tutto l'armamentario dell'analisi tecnica. A ben guardare, le MA, a differenza di molti altri astrusi strumenti di previsione, hanno l'enorme pregio della semplicità; ed in più, grazie al fatto che sulle moderne piattaforme di trading di disegnano e si aggiornano in automatico direttamente sul grafico dei prezzi, esse forniscono un fantastico supporto al trader che non vuole prevedere ma “vedere” meglio il movimento del prezzo.

Bastano pochi esempi per mostrare come una semplice media è in grado di farci vedere comodamente se c'e un trend o se siamo in una fase laterale:
Un uptrend




















Un downtrend




















Un notrend















Capire cosa sta facendo il mercato con l'aiuto di una media è davvero agevole, anche se la nostra unica media, da sola, non può servire a fare un trading profittevole. Ma la funzione delle medie mobili non è quella di prevedere la dinamica del prezzo, bensì quella di rendere più leggibile la fase che il mercato sta attraversando, ovvero, quella di identificare chiaramente il trend in atto.
E, scusate, ma non è davvero poco. Questo è il punto di partenza per fare i propri trade mettendosi sempre dalla parte giusta!
Per fare un ulteriore passo avanti, è importante tenere ben presente che una MA è tanto più reattiva, e cioè meno in ritardo sul prezzo, quanto più è ridotto il numero dei periodi sui quali è costruita, e che inoltre le medie mobili esponenziali (EMA) risultano ancora più aderenti al prezzo in quanto sono corrette da un coefficiente che assegna un peso maggiore ai valori di prezzo più recenti.1
La scelta del tipo di medie da utilizzare dipende molto dalle caratteristiche dello strumento finanziario studiato e dall'approccio al trading, che può variare molto da persona a persona. Personalmente ritengo che per il mercato valutario le medie da preferire siano di tipo esponenziale e che, per le ragioni che credo di aver abbondantemente descritte nei precedenti post, siano da utilizzare principalmente sui grafici di lungo periodo.
Ci sono diversi modi di utilizzare le medie mobili. Alcuni trader riescono a fare un buon trading impiegando una sola media, altri ne usano 2 e aprono e chiudono posizioni sui loro incroci, altri addirittura 12 con particolari parametri ed indicatori, ma cosi facendo, spinti da una sorta di bulimia di informazioni, finiscono per complicarsi un po' troppo la loro vita di trader. Alcuni usano 2 medie aggiungendovi vari oscillatori, ma in tal modo rischiano di finire in confusione in quanto i segnali da considerare si mostrano spesso tendenzialmente contraddittori.
Come si è potuto leggere ( Il prezzo: l'indicatore perfetto), personalmente non ripongo fiducia eccessiva nella cosiddetta “analisi tecnica” e sul suo sofisticatissimo armamentario, che non offrendo certezze ai trader, risulta invece utilissimo per far guadagnare commissioni ai broker. Mi torna più utile osservare il nudo andamento del prezzo sui periodi lunghi, ritenendo che i trend di mercato per le valute siano generalmente persistenti. Ma faccio una eccezione per le medie mobili, delle quali apprezzo soprattutto la semplicità d'uso.
Nel prossimo post spiegherò in dettaglio quali medie preferisco usare e come, grazie ad esse, riesco a aprire i miei trade in sintonia con il mercato.

                                                   “Il 94 % delle statistiche e' sbagliato.”
                                                                                           Woody Allen



1Chi vuole approfondire lezioni di base sulle MA ed EMA può facilmente trovare in internet una vastissima letteratura.

domenica 12 giugno 2011

“Vedere” il mercato

(Ridurre la complessità 3)

Per il trader che vuole smettere di fare pericolose "previsioni" e sta imparando a “vedere” il mercato è di primaria importanza capire come distinguere le fasi tipiche, che normalmente caratterizzano un mercato. Infatti, quale che sia la tecnica di trading prescelta, l'operatività del trader dovrà necessariamente essere adattata alla particolare fase che il mercato sta attraversando e allo specifico timeframe prescelto. 


Descriviamo brevemente le 4 fasi comunemente osservabili su qualsiasi mercato e in qualsiasi intervallo di tempo.















1. Trend
Riconoscere un mercato in fase di trend è piuttosto facile. Un mercato, come insegna la teoria di Dow, è in tendenza rialzista quando, nell'intervallo di tempo considerato, mostra prezzi minimi e massimi crescenti. In effetti, come ben si sa, basta guardare l'andamento del nudo grafico e verificare se c'è la possibilità di disegnare sullo stesso grafico una freccia diretta verso l'alto. Niente di più semplice. I trend possono essere osservati su qualsiasi intervallo di tempo, a seconda dei timeframe sui quali si intende operare, tuttavia, occorre tener presente che i trend sono generalmente più persistenti quanto più è ampio il periodo considerato, mentre, al contrario, possono rapidamente invertire la loro tendenza sui periodi brevi o brevissimi.
“Vedere” un trend, quindi, non deve significare che conviene sempre aprire un trade per seguirlo. Quando un trend si rende visibile, esso potrebbe anche essere prossimo al suo esaurimento e improvvisamente ritracciare. Se c'è un trend è sempre opportuno aspettare una sua correzione, per poi provare a coglierne la ripresa.













2.Congestione
La congestione è un mercato laterale, una fase in cui l'incertezza degli operatori è manifestata da un grafico senza una chiara direzione con il prezzo che sale, poi riscende, poi risale per un periodo più o meno lungo, con una volatilità accentuata. Spesso si manifesta perché gli operatori sono in attesa di notizie importanti, talvolta perché dopo un importante movimento in trend, cominciano ad affiorare dubbi sulla sostenibilità dei nuovi livelli di prezzo  raggiunti e qualcuno comincia a prendere profitto, raffreddando la corsa del prezzo e generando la fase laterale. La congestione è estremamente difficile da tradare, perché in effetti ci sta dicendo che tutti gli operatori non sanno bene cosa fare, e perché la volatilità è spesso fuori controllo e ciò complica il posizionamento degli stop loss, facendo sì che saltino spesso. Quando si vede il prezzo andare sù e giù ripetutamente e senza alcuna logica , vuol dire che per un alto numero di operatori l'incertezza è massima e c'è uno scontro in atto fra rialzisti e ribassisti. Chi potrà prevalere? Non è dato saperlo. Il trader accorto non fa previsioni e non fa scommesse, e si astiene dall'operare in queste fasi.















3.Correzione
Ogni trend vive necessariamente delle fasi di prese di profitto e, come mostra il grafico sopra, dopo una lunga salita, si può manifestare una flessione del prezzo. Spesso, però, dopo la flessione, il prezzo riprende la sua corsa. E' di enorme importanza imparare a distinguere le correzioni dalle inversioni ed è forse una delle abilità più difficili da sviluppare. Il principio da tenere bene a mente è che un trend deve considerarsi persistente fino a palese evidenza contraria. Da ciò consegue che considereremo ogni movimento contrario al trend visibile  come correzione, pronti ad aprire posizioni in favore del trend allorché la correzione ci apparirà esaurita e il trend primario riprende. Nelle fasi in cui non ci è chiaro se stiamo osservando una correzione o una inversione ci asterremo dall'operare, finché il mercato non mostra di aver optato per una precisa direzionalità.
Un buon trend è caratterizzato da una bassa volatilità e dal suo rapido e continuo riprendersi. Finché il trend è solido, il suo “moto” è contenuto in piccole escursioni, e il suo tempo di ripartenza è molto breve. Quando l'ampiezza del moto aumenta vistosamente o il ritmo del trend rallenta si sta annunciando una pausa o una correzione. La pausa può evolvere in una fase laterale, caratterizzata da maggiore volatilità, e al termine di questa, nella ripresa del trend precedente o nella sua correzione.  Le correzioni sono di norma le migliori occasioni che si presentano al trader per aspettarne l'esaurimento ed entrare in un mercato che riprende la sua tendenza.














4.Inversione
Riuscire a “vedere” una inversione al suo primo manifestarsi dà al trader il massimo vantaggio, in quanto ciò gli può consentire di cavalcare una lunga fase del nuovo trend. Tuttavia, la fretta può essere molto pericolosa, in quanto è molto frequente l'errore di valutare come inversione ciò che, invece, si potrebbe rivelare come una profonda correzione. Pertanto, il trader accorto dev'essere disposto a  perdere parte del movimento iniziale di un nuovo trend nascente da  una ipotetica inversione, se desidera ridurre il rischio di trovarsi contro un trend in ripresa.
Per distinguere le inversioni dalle correzioni, è necessario osservare ciò che sta avvenendo sul grafico al timeframe superiore a quello sul quale intendiamo operare. Infatti, come si è visto, il trend è un ordinatore (vedi: Il Trend: l'ordinatore di un sistema caotico) e i trend maggiori tendono a prevalere su quelli minori; come sappiamo, se un trend è in atto, esso è sempre visibile  sulla scala superiore e, pertanto, è sul grafico di più lungo termine che possiamo avere conferma dell'avvenuta inversione. 


Acquisire la capacità di riconoscere visivamente le fasi appena descritte è di grande importanza, in quanto, come si è visto e si può intuire, ciascuna diversa fase richiede al trader di assumere scelte adeguate. Sulla base di tale premessa, nei prossimi articoli, mi propongo di spiegare compiutamente il mio metodo per stare sempre dalla parte giusta del mercato, ovvero a favore del trend dominante.

                          "Non basta guardare,
                          occorre guardare con occhi che vogliono vedere,
                           che credono in quello che vedono."
                                                    Galileo Galilei 






Il trading sull'aglio

(“Ridurre la complessità” n. 2)

Il fatto che l'aglio fa bene alla salute è ormai una certezza. Non saprei dire se l'aglio è una materia prima trattata sul mercato di Chicago, anche se sta avendo i suoi momenti di gloria sui grandi mercati dell'ingrosso ortofrutticolo e nel commercio con la Cina. Ma conosco un tipo, un rude personaggio, che con un unico trade sull'aglio ha realizzato la sua personale fortuna.
Vi racconto la storia di successo di Lino, un piccolo grande trader, che mi è capitato di conoscere. La sua è una storia semplice, incredibile ma vera. Per quanto possa sembrare inverosimile, la riporto esattamente come mi è stata raccontata dal protagonista. Lino ha studiato alle elementari e il suo italiano è davvero povero, ma sa fare bene i conti e gestisce un negozio di ortofrutta come un vero manager. Lino è un campione fra i “fruttaroli”; nel suo grande negozio, al centro della città, ha una decina di commessi, tutti indaffaratissimi con una folla di clienti che si aggirano fra insalate, peperoni, cetrioli, banane, mele, e quant'altro può dare l'agricoltura.
Il negozio ha due casse che suonano sempre allegramente. E' un mercato continuo, c'è sempre movimento. Lui se ne sta tranquillo seduto su una soglia che affaccia sulla strada a fumare il suo toscano, osserva e dirige tutto con lo sguardo. Lino è partito praticamente da zero. Da un minuscolo negozietto senza pretese, in una squallida, benché popolosa periferia. Nel giro di alcuni anni, senza mai fare il passo più lungo della gamba, si è dapprima spostato con il suo negozietto nel centro città, poi ha preso un negozio più grande e via via ha costruito il suo business dalle solide basi.

E' davvero un numero uno. Sono sempre stato incuriosito da personaggi come lui. Tipi con il minimo di quello che comunemente si definisce “cultura”, ma con il massimo di qualcosa che può essere definito “senso pratico”, un mix di intelligenza ed intuito. Doni di natura.
Nel suo piccolo, Lino è anche un campione del capitalismo contemporaneo. Paga pochissimo i suoi dipendenti e punta a incrementare la sua clientela, non esagerando con i prezzi e accontentandosi di lucrare poco sulle singole vendite. I suoi prezzi sono bassi e così è bassa anche la qualità dei prodotti che tratta. Rilascia sempre lo scontrino, ma, conoscendolo, sospetto che ha trovato comunque il modo per scansare il più possibile le tasse.

Frequentando da un po' di tempo il suo negozio, mi è capitato di stabilire con lui una certa confidenza e, di tanto in tanto, di scambiare due chiacchiere su come vanno gli affari e sull'andamento dei prezzi al mercato all'ingrosso.
In effetti, io non saprei dire se uno come lui può essere definito un “trader”. Lino certamente non pratica il trading online e, quasi certamente, non sa nemmeno cos'è il trading o la borsa. Lui conosce e frequenta dal vivo il mercato locale dell'ingrosso ortofrutticolo. La sua esperienza di trading è cominciata ed è limitata a quel mercato. Forse sa leggere, ma sicuramente non legge né libri, né giornali, anche se il suo negozio è pieno di giornali con vecchie notizie che i suoi dipendenti utilizzano per incartare la merce. Eppure Lino mi ha dato una interessante lezione, spiegandomi come, qualche anno fa, aveva realizzato una brillante operazione di trading. Sull'aglio.
Mi stava raccontando un po' della sua vita e di come da misero fruttarolo di periferia aveva realizzato il suo piccolo impero. Tanti piccoli passi, mattone su mattone, comprando e rivendendo in giornata, incrementando piccoli profitti.Vedete, dottò, non è che uno così si arricchisce, ma ci campa bene. Bisogna sapersi accontentare”, disse girandosi fra le dita di mani grosse e callose il suo mezzo toscano. “Sò andato avanti così per anni, ho faticato assai e non mi sono mai lamentato. Ma è venuto il mio momento fortunato”, si fermò per fare due lunghe boccate dal sigaro, “quando l'aglio cominciò a salire.” Ero molto incuriosito, ma lui mi spiegò tutto senza che io glielo chiedessi.
Ci fu un periodo, che io ogni giorno che andavo al mercato vedevo che l'aglio aumentava, ogni giorno aumentava. Ma non è che aumentava di poco, ogni giorno il 7 o l'8 per cento, a volte anche di più. Il prezzo non scendeva mai e non si fermava. Allora mi sono lanciato nell'affare, ho comprato forte, tutto l'aglio che potevo comprare, con tutti i soldi che avevo. Il prezzo dell'aglio ha cominciato ha crescere ancora di più. Dopo due settimane ho venduto tutto e ho triplicato il capitale; in pochi giorni avevo guadagnato più di quanto non avevo fatto in dieci anni di lavoro”.

Tutto qua. Lino il fruttarolo, con un unico trade, sull'aglio, aveva cambiato la sua vita. Lino non fa trading abitualmente, anzi, forse non è affatto un trader, non sa niente di economia, di fondamentali, di analisi tecnica. Non ne sa proprio nulla. Ma il suo trading sull'aglio va considerato un trade esemplare. Lino ha aperto il suo trade semplicemente perché aveva visto l'emergere di un forte trend. Intuito e fortuna. Per me è stata una lezione importante su come il trading può essere anche estremamente semplice. Se si vuole ridurre al minimo la complessità si fa così: una, o pochissime operazioni, in presenza di un forte trend. Occorre un po' di fortuna. (N.B.: nel mondo contadino l'aglio è anche considerato molto efficace contro il malocchio.)

                               “Essere superstiziosi è da ignoranti; ma non esserlo porta male!”
                                                                                         Eduardo De Filippo